2 - Bloomsday Genova - Il funerale-Ade

Episode 2 June 03, 2026 00:18:49
2 - Bloomsday Genova - Il funerale-Ade
Bloomsday Genova
2 - Bloomsday Genova - Il funerale-Ade

Jun 03 2026 | 00:18:49

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Show Notes

Bloomsday Genova, diretto e condotto da Massimo Bacigalupo.

Produzione Unige Radio. Le voci sono di Massimo Bacigalupo e Marco Marzagalli. L’editing audio e il montaggio di Alberto Baschiera. Le musiche sono motivi tradizionali irlandesi. Grafiche: Settore graphic design UniGe.

Citazioni da:

James Joyce, Ulisse, a cura di Paolo Bugliani, traduzione di Marco Marzagalli, Milano, Rizzoli 2024.

Il Bloomsday Genova è un evento del Festival Internazionale di Poesia di Genova “Parole Spalancate”, a cura di Claudio Pozzani.

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Episode Transcript

[00:00:05] Speaker A: No! [00:00:16] Speaker B: Bloomsday Genova è un podcast originale del Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell'Università di Genova a cura di Massimo Bacigalupo. Le voci sono di Massimo Bacigalupo, Serena Spazzarini, Marco Marzagalli, Maria Elisa Gallo, Alberto Nocerino, Pietro Fabri, Marina Guidoni. Il montaggio è di Alberto Baschiera. I testi sono di Massimo Bacigalupo e, naturalmente, di James Joyce. [00:00:54] Speaker A: Siamo di nuovo con l'ulisse di James Joyce, la giornata del Bloomsday che si svolge lungo tutta una giornata in 18 momenti, in 18 episodi che corrispondono appunto alle parti del libro e che raccontano la storia dei due protagonisti. Stephen Dedalus, uno studente, ha mal partito e Leopold Bloom, un uomo di mezza età, anche lui ha mal partito perché ha forti dubbi sulla fedeltà della moglie e in genere anche è un ebreo a Dublino. e dunque è visto come un corpo estraneo e tutti parlano di lui sia perché la infidelità della moglie è sulla bocca di tutti sia perché è un uomo che viene in fondo considerato sempre come un estraneo anche se lui ha tutti gli effetti irlandese In questo modo lui rappresenta Ulisse, Odisseo, anche un po' l'ebreo errante, quello che sempre viaggia, solo che l'Odissea dell'Ulisse di Joyce è concentrata in un solo giorno, il 16 giugno del 1904. Nei primi episodi Leopold Bloom si sveglia di mattina, prepara la colazione per la moglie, riceve delle lettere soprattutto la moglie porta delle lettere alla moglie perché la posta arriva molto presto di mattina in quei paesi o arrivava molto presto di mattina e poi si mette esce di casa perché deve andare a fare un bagno si vede che il bagno non c'è un bagno in casa e allora va ai bagni pubblici e per strada fra l'altro va in una chiesa e assiste a una funzione e si chiede, si fa delle domande sul rito, su quello che il prete dice e lo vediamo passare per la città e incontrare alcuni conoscenti in questa fresca mattina del 16 giugno, una mattina di sole, anche se poi ci sarà una burrasca nel pomeriggio. E dopo questo bagno, questo lavacro rituale, nell'episodio successivo Ade, che ha un titolo omerico, cioè un titolo virtuale perché James Joyce non gli scrive nel libro questi titoli però noi li sappiamo perché lui usava questi riferimenti omerici per descrivere le singole parti del libro, in questo episodio ade, il funerale, va, lui è andato anche al bagno per questo, lui infatti si è vestito anche di nero per andare al funerale di un suo conoscente, Paddy Dicknam. e questo funerale viene descritto come sempre da Joyce con grandi dettagli e facendo emergere la personalità delle varie persone che sono coinvolte un po' come in uno spettacolo teatrale perché è un po' sempre questo il metodo di Joyce, molto spesso è questo il metodo teatrale. Prima vediamo Bloom con tre altre persone in una carrozza che seguono il feretro per arrivare al al cimitero e parlano fra di loro. Uno di loro è il padre di Stephen Dedalus. Questi tre personaggi hanno diverse personalità e diverse reazioni anche nei confronti di Bloom. Uno di loro accenna anche al suicidio, non sapendo che il padre di Bloom si è suicidato. e mentre vanno al cimitero Bloom riflette sulla morte comincia una serie di riflessioni sempre con questo metodo che usa James Joyce di alternare la descrizione in terza persona di quello che sta avvenendo, il carro si avanza la carrozza si ferma, questi scendono e così via. In queste descrizioni si inseriscono dei momenti, delle frasi che sono invece proprio pensieri di Blume, non ci sono le virgolette per cui il lettore deve accoggersene. A Genova il funerale l'abbiamo spesso letto, addirittura a Staglieno davanti al Tempio Evangelico con magari un accompagnamento musicale, dunque un luogo molto adatto per leggerlo e sempre anche con un certo pubblico. Negli ultimi anni, l'abbiamo letto anche in altri luoghi, ci siamo avversi della collaborazione, non solo per questo episodio, di Marco Marzagalli, che è un genovese, e che ha il merito di avere condotto a termine una nuova traduzione dell'Ulisse, su cui poi forse ci dirà qualche cosa. per cui Marzagalli da un po' di tempo collabora a questo Blooms di Genovese, questa esperienza unica in fondo nata nell'Università di Genova in qualche modo ed essendo molto pratico del libro, avendolo tradotto lo conosce molto bene ovviamente e prepara anche il testo, prepara una riduzione perché forse in un'ora ogni episodio a Genova viene letto all'incirca in un'ora non ci starebbe in un'ora la lettura e lui stesso legge alcune parti Marco, forse puoi dirci qualche cosa di questa esperienza di collaborazione, di che senso ha questa maratona del Bloomsday che si fa a Genova e che forse non si fa da nessun'altra parte in questo modo. [00:06:27] Speaker C: Certo, tutto nasce dalla mia grande passione che ho avuto per Joyce fin da ragazzo e quindi mi sono messo poi a tradurre per piacere mio, per capire qualcosa di più E ho cominciato, ho prodotto sette episodi già nel lontano 2000-2001. I primi sette episodi mi erano anche piaciuti, ho provato anche un po' a divulgare la cosa senza tanti consensi e risposte. Poi, più avanti, però, quando sono scaduti i diritti, che era venuto a Genova a Terrinoni in una conferenza organizzata proprio [00:07:09] Speaker A: da te, Massimo, Terrienoni è uno dei traduttori, uno dei primi traduttori che hanno cominciato a ritradurre l'Ulisse dopo che il testo è uscito fuori diritti, per cui da allora alla traduzione originale che era apparsa addirittura nel 60. opera di Giulio De Angelis, se ne sono aggiunte molte altre, una decina addirittura, anche questo in Italia è unico perché forse è l'unico paese in cui ci sono tante traduzioni, e una di queste meritorie traduzioni appunto di Marco Marzagalli che in questo modo esprime la sua passione ma naturalmente lavora molto seriamente su questo libro. [00:07:47] Speaker C: Volevo magari raccontare la mia esperienza con il Bloomsday che nasce innanzitutto proprio dalla traduzione perché a quel punto quando circa nel 2021 avevo terminato tutto il mio lavoro, mi ero anche autopubblicato, ho voluto proprio partecipare, prendere parte attiva alla manifestazione del Bloomsday organizzata dal professore Massimo Bacigalupo, un'ottima occasione anche per divulgare la conoscenza di questo libro che noi riteniamo meraviglioso, perché è un capolavoro della letteratura, dove Joyce ha rivoluzionato completamente la tecnica e lo stile, soprattutto dalla sua epoca, ma ancora adesso, da cento anni di distanza, è ancora un libro veramente pregevole e costituisce una novità assoluta. [00:08:45] Speaker A: Poi a leggerlo ad alta voce in gruppo è come una prova del fuoco perché bisogna comunicarlo, bisogna presentarlo a un pubblico perché ogni episodio viene letto in un luogo diverso, da un gruppo diverso, davanti a persone diverse e la cosa sorprendente o positiva è che in più di vent'anni di Bloomsbury non sono mai mancati i lettori e poi non è mai mancato il pubblico perché effettivamente tutti scoprono, tutti pensavano che fosse un libro in qualche modo difficile, molto intellettualistico e così via e scoprono invece che in Joyce fondamentalmente ci sono tante cose ma c'è anche una profonda... una profonda umanità ma c'è anche una profonda forza comica. Però l'umanità viene ben fuori anche in queste persone del funerale che naturalmente parla di una cosa che ci tocca a tutti e su cui Bloom, che lui è proprio come Ulysses, come Odisseo, è ingegnoso, su tutto lui pensa, su tutto ha delle sue idee e sono delle idee anche in fondo banali però hanno anche la freschezza dell'intelligenza. Bloom è proprio rappresenta questa intelligenza. Si riferisce in qualche modo anche all'intelligenza di James Joyce, che però nell'Ulisse si è diviso fra i due personaggi. Stephen Dedalus, che è più l'intellettuale, un po' come era Joyce, perché ovviamente era un intellettuale, uno studioso di filosofia, di teologia, eccetera. e Bloom invece che non è specializzato in nulla però su tutto sa qualche cosa, sulla scienza, sulla musica, tutti sanno molto di musica perché Steven sa cantare e Bloom ha una moglie cantante per cui la seguono ai suoi concerti eccetera, gli vengono sempre in mente delle frasi di Mozart, di Rossini, delle opere di Verdi. In Bloom c'è proprio questa capacità onnivola di sapere di tutto un po', ma tutto sempre con intelligenza e con freschezza. Non è certamente uno sciocco Bloom, no? è un prototipo dell'uomo, dell'umanità con la sua capacità di conoscere, la sua volontà di conoscere e anche di sopravvivere perché come Ulisse sopravvive a tutti i pericoli che incontra viaggiando per il Mediterraneo e così Bloom in minor misura sopravvive a queste difficoltà quotidiane fra cui il tradimento della moglie, il fatto che tutti ridono un po' alle sue spalle perché sanno che è appunto è un marito tradito, no? Ma anche perché in fondo è sempre un po' vittima e tutti lo prendono un po' in giro. Pochi lo stimano molto, no? Lo stimano sì, però sempre un po' sì, bravo, sì sì è un uomo intelligente, però però però c'ha quella moglie, la moglie quella sì, quella sì che è una persona quella sì che è un fatto serio perché tutti gli uomini di Dublino immaginano questa donna così generosa apparentemente poi Joyce li mescola un po' le carte per cui non si capisce se è più una fama che lei ha o se è un po' una no... o se lei effettivamente fa quello di cui si dice altrimenti si diverte Joyce perché Penelope lei è Penelope Penelope invece sarebbe la moglie fedele Vediamo però come Bloom si confronta con la morte in questo episodio che leggiamo adesso. Loro sono arrivati al funerale, c'è stata la piccola funzione nella cappella o nella chiesa e poi si procede alla sepoltura della bara. E allora c'è un piccolo discorso fra Bloom e uno degli altri presenti. [00:12:26] Speaker C: «Il signor reverendo ha letto la funzione troppo velocemente, non credete?» disse Mr. Kernan, con biasimo. «Mr. Bloom ha noi serio, guardandolo nei vividi occhi arrossati, occhi segreti, che scrutano in segreto. Un massone, penso. Non sono sicuro. Ancora accanto a lui, siamo gli ultimi, sulla stessa barca. Spero che dica qualcos'altro.» Mr. Kernan disse con solennità, «Io sono la ressurrezione e la vita. Tocca un uomo nel profondo del cuore». «È vero?» disse Mr. Bloom. «Il tuo cuore, forse. Ma quanto vale per il tizio nella sei piedi per due, con gli alluci tra le margherite?» per niente toccante, sede degli affetti, cuore infranto, una pompa dopo tutto, che ogni giorno pompa migliaia di galloni di sangue. Un bel giorno si tappa ed eccoti là. Molti di loro giacciono qui intorno, polmoni, cuori, fegati, vecchie pompe arrugginite. Al diavolo il resto. La ressurezione è la vita. Una volta che sei morto, sei morto. Quell'idea del giorno finale. Tirarli fuori tutti dalle tombe. Alzati, Lazzaro. E lui arrivò tardi e perse il lavoro. Sveglia! Giorno finale! Allora ogni tizio scopre in giro il suo fegato e i suoi polmoni e i rimanenti ammennicoli. Si ritrova un bel fico secco quel giorno. [00:14:09] Speaker A: E qui si parte da una battuta di uno dei presenti al funerale, Mr. Kernan, che fra l'altro ha gli occhi rossi, nota Bloom, e forse noi sappiamo che è uno che beve volentieri, per questo si spiega che sono dei piccoli dettagli. Comunque Kernan commenta la frase detta dal prete. sulla Ressurrezione e dice con un certo sussiego che questa frase, io sono la Ressurrezione e la vita, tocca il fondo del cuore. Bloom assente a parole, ma intanto pensa che la bella frase che conforta i vivi non vuol dire niente perché è morto. Poi la sua riflessione continua, il cuore dopo tutto è un organo come un altro, non è la sede dei sentimenti, come si dice comunemente. Da ciò Bloom passa a riflettere su tutti i morti sepolti nel grande cimitero, ai loro cuori organi e alla concezione cristiana della ressurrezione della carane, quando tutti i defunti dovrebbero risorgere con i rispettivi corpi. Blum è caratterizzato sempre da un buon senso, uno delle sue doti e così rileva la stranezza delle credenze e delle belle frasi che l'umanità si procura per darsi ragione del fatto della vita e del fatto della morte. [00:15:44] Speaker C: Mr. Bloom camminava inosservato lungo un boschetto tra angeli rattristati, croci, colonne spezzate, tombe familiari, speranze di pietra preganti con gli occhi al cielo, cuori e mani della vecchia Irlanda. Quanti! Tutti questi qui una volta passeggiavano per Dublino, fedeli e stinti. Come tu sei adesso, noi eravamo una volta. Per di più, come potreste ricordarli tutti? Occhi, andatura, voce. Beh, la voce sì. Grammofono. Avere un grammofono in ogni tomba o da tenere in casa. La domenica dopo pranzo. Riproduci il povero vecchio bisnonno. Crac, crac, pronto, pronto, pronto, son molto contento, crac. Molto contento di rivederti, pronto, pronto, son mol... craps. Ti ricorda la voce come la fotografia ti ricorda la faccia. Altrimenti non potresti ricordarti la faccia dopo 15 anni, diciamo. [00:16:54] Speaker A: C'è un aspetto comico in questo, ci fa pensare che nel 1904 c'erano già i grammofoni. Oggi pensa a quante cose ci sono che potrebbero ricordarci le persone estinte. Tutta la nostra discoteca è fatta di grandi cantanti, o i film, tutti i grandi attori che non sono più con noi. però lui qui c'è questa cosa dell'andare sulla tomba e ascoltarla c'è proprio questo gusto comico e poi invece c'è una cosa anche malinconica questa frase, tutti questi alle tombe che lui vede, quanti tutti questi qui una volta passeggiavano per dublino e questo è un pensiero molto umano ovviamente Bene, allora questo è uno degli episodi dopo il quale continueranno le avventure di Bloom nel corso della giornata e vedremo qualche altra avventura negli altri podcast che ci aspettano. Grazie a Marco Marzagalli, complimenti per aver fatto questa nuova traduzione. Lui ha letto qualche brano dell'adattamento che ha fatto di questa traduzione per la lettura che si fa a Genova tutti gli anni. Bloom's [00:18:27] Speaker B: Day Genova è un podcast originale del Dipartimento di lingue e culture moderne dell'Università di Genova a cura di Massimo Baccigalupo. Vi aspettiamo a Genova il 16 giugno di ogni anno.

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