Episode Transcript
[00:00:05] Speaker A: No!
[00:00:16] Speaker B: Bloomsday Genova è un podcast originale del Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell'Università di Genova a cura di Massimo Bacigalupo.
Le voci sono di Massimo Bacigalupo, Serena Spazzarini, Marco Marzagalli, Maria Elisa Gallo, Alberto Nocerino, Pietro Fabri, Marina Guidoni.
Il montaggio è di Alberto Baschiera.
I testi sono di Massimo Bacigalupo e, naturalmente, di James Joyce.
[00:00:54] Speaker C: Bloomsday Genova 16 giugno 1904 16 giugno 2026 ma anche 2006 perché è da 21 anni che si svolge questa giornata gioissiana a Genova un evento unico che ha trovato molte persone che hanno collaborato che si sono impegnate per realizzarlo cosa non semplice perché si tratta di trovare lettori per 18 episodi dalle nove a mezzanotte Fra questi curatori del Bloomsday c'è Alberto Nocerino che lavora nella Biblioteca Universitaria di Genova e dunque particolarmente adatto a parlarci dell'episodio della biblioteca. cosiddetto Scilla e Cariddi, un episodio molto complesso in cui il giovane Stephen Daedalus, che è un po' una contrafigura di Joyce, espone delle teorie alquanto lambiccate su chi? Su Shakespeare e su cosa? Su Shakespeare e il suo rapporto con la moglie Anne Hathaway.
Esattamente come il tema poi di fondo dell'Ulisse è il rapporto di Leopold Bloom, Ulisse, con la sua Penelope, cioè Molly Bloom. e Stephen nelle sue teorie immagina che Anne, la signora Shakespeare, sia infedele al drammaturgo e che lui si vendichi rappresentando i suoi amanti come malvagi nelle sue opere. Tutto questo è un lunghissimo discorso, poi Stephen a un certo momento si chiede se lui crede a questa sua teoria e fra sé dice che no, che è tutta una cosa in cui lui si fa bello per tenere tutti questi... perché sono i bibliotecari che lo ascoltano, alcuni amici che sono lì nella biblioteca che ribattono e uno dice ah ma allora tu riduci Amleto, riduci la vita di Shakespeare a un triangolo alla francese
[00:02:52] Speaker D: cioè marito moglie amante questo di nuovo è uno scherzo di Joyce perché ovviamente
[00:02:57] Speaker C: tutto l'Ulisse è un triangolo alla francese, marito e moglie amante, poi il giovane
[00:03:02] Speaker D: Stephen che è un po' così un'aggiunta,
[00:03:06] Speaker C: è la voce bianca forse, non so,
[00:03:09] Speaker D: all'interno di quest'opera, solo c'è il tenore
[00:03:11] Speaker C: e il baritone, magari un'altra voce del giovane Stephen.
Ecco per cui Alberto Nocerino ha una lunga esperienza nell'organizzazione perché è anche coordinatore di un gruppo di lettori a Genova
[00:03:25] Speaker D: che si chiama Genova Voce.
[00:03:26] Speaker C: Che cosa ha voluto dire partecipare a organizzare questo evento nel corso di ormai quasi 20 anni?
[00:03:34] Speaker E: Sì, sono passati quasi 20 anni dalla prima volta a cui ho partecipato al Bloomsday, sempre con gruppi abbastanza ben identificati.
La prima volta eravamo il gruppo della Milonga, l'Associazione Milonga, e poi con l'Associazione Genova Voci a partire dal 2015.
Poi l'esperienza in biblioteca ha comportato ancora un altro gruppo, ovvero i colleghi della biblioteca che ho convinto, anche se erano un po' riottosi, a partecipare alla lettura dell'episodio della Biblioteca. Che per me, tra l'altro, è piuttosto importante perché, diciamo, dal punto di vista logico, noi abbiamo fatto, appunto, dal 2006, molte volte, l'episodio primo, La Torre, e l'episodio nono della biblioteca rappresenta un po' una continuazione in qualche modo perché ritroviamo Stephen Daedalus come appunto nel primo episodio e si sviluppa poi il tema del rapporto col padre mentre nel primo episodio il rapporto era soprattutto con la madre come ossessione di questo appunto come se lui l'avesse ucciso La madre è morta
[00:04:48] Speaker D: di recente, di cui lui porta lutto perché anche lui è vestito di nero, anche se forse non è questa la ragione, ma è vestito di nero come Amleto, che è poi l'argomento delle sue elocubrazioni su Shakespeare, soprattutto su Amleto.
[00:05:03] Speaker E: Lui sostiene in questo dialogo, in questa conversazione, che Amleto non è Shakespeare, ma invece si identifica nel padre di Amleto. Ecco, c'è questo discorso abbastanza importante.
[00:05:22] Speaker D: posso leggere un brano dove James Joyce evoca, cioè Stephen, attraverso Stephen evoca la Londra elisabettiana in cui avverrebbero queste avventure e disavventure del grande drammaturgo elisabettiano Sì,
[00:05:42] Speaker E: noi qui con il nostro gruppo facevamo un coro che diceva, se mai tu hai amato tuo padre, vendica il suo assassino.
Citazione dall'Amleto. Sì, esatto.
E a questo punto Stephen fa un piccolo monologo, si può dire.
[00:06:04] Speaker F: Cos'è uno spettro?
Uno che è svanito nell'impalpabilità per morte, per assenza, per trasformazione di modi.
La Londra Elisabettiana era lontana da Stratford quanto la Corrotta Parigi lo è dalla Vergine Dublino, che è lo spettro proveniente dal Limbo Patrum, di ritorno nel mondo che lo ha dimenticato, che è Re Amleto.
È a quest'ora, in una giornata di mezzo giugno.
La bandiera è issata sul teatro lungo il Tamigi.
L'orso Sacrison brontola a cupo nell'arena accanto.
I marinai che hanno veleggiato con Sir Francis Drake masticano salsicce tra gli spettatori della platea.
Il dramma ha inizio.
Un attore spunta nell'ombra, avvolto nella cotta, smessa di un damerino di corte.
E' un uomo ben piantato, con voce di basso.
E' lo spettro, il re.
E' l'attore Shakespeare, che ha studiato l'amleto proprio per recitare la parte del fantasma.
Parla a Barbage, il giovane attore che gli sta davanti, chiamandolo per nome, ordinandogli di ascoltare.
Amleto, io sono lo spirito di tuo padre.
Si rivolge a un figlio, il figlio della sua anima, il principe, il giovane Amleto, e a suo figlio, alla sua carne, Hamlet Shaspier, che è morto a Stratford affinché il suo omonimo potesse vivere per sempre.
[00:07:44] Speaker E: E poi Russell, George Russell, che è uno degli interlocutori, dice con impazienza, questo
[00:07:52] Speaker F: ficcare il naso nella vita intima di un gran duomo interessa solo l'impiegato dell'anagrafe. Voglio dire, abbiamo i drammi.
Quando leggiamo la poesia di Réliard, che ci importa di come è vissuto il poeta?
Guardi, Beste, quanto a vivere, i nostri servi possono farlo per conto nostro.
Sempre a ficcare il naso, a frugare fra i pettegolezzi di quel tempo, quel che il poeta beveva, i suoi debiti, abbiamo Réliard ed è immortale.
[00:08:26] Speaker D: e sempre i personaggi che hanno qualche cosa di comico.
[00:08:29] Speaker C: Da una parte c'è Steven che seguendo la sua educazione gesuitica fa quello che
[00:08:35] Speaker D: credo si chiami la composizione di spazio che secondo Sant'Ignazio Loyola bisognava fare, cioè bisognava pensare alla crocefissione immaginando proprio di essere nello spazio con Gesù e lui fa la stessa cosa immaginando lo spazio elisabettiano del teatro con questo pubblico che mangia le salsicce e così via. Fa proprio questa prosopopea.
[00:08:58] Speaker C: il momento, riportarci nella scena, come fa
[00:09:03] Speaker D: del resto il prologo in Shakespeare delle volte, nelle opere di Shakespeare c'è un prologo, adesso immaginate non siete in un teatro, però immaginate che siete sul campo di battaglia e così via.
[00:09:14] Speaker C: E poi invece c'è Russell che è
[00:09:17] Speaker D: uno scrittore un po' spiritualista che fa un'obiezione abbastanza ovvia che si potrebbe rifare anche oggi, ma cosa importa se Shakespeare è andato a letto con questo, con quello, sua moglie l'ha tradito, questi sono tutti pettegolezzi, no?
[00:09:31] Speaker C: E quello che importa c'è Relya, Relya
[00:09:33] Speaker D: che è il capolavoro. in fondo anche Joyce pensa a questo che il capolavoro lui sapeva che stava
[00:09:39] Speaker C: scrivendo un capolavoro però anche tutto quelli
[00:09:42] Speaker D: che sono in fondo anche i luoghi
[00:09:44] Speaker C: comuni che si dicono sulle opere vengono
[00:09:46] Speaker D: presentati e vengono presi in giro come diverse voci che si alternano In piccolo
[00:09:54] Speaker C: qui vediamo già la ricchezza del rapporto
[00:09:59] Speaker D: fra questi personaggi e anche la descrizione
[00:10:01] Speaker C: di questi caratteri, la descrizione anche di vari tipi di linguaggio, di vari modi
[00:10:05] Speaker D: di porsi davanti all'arte, però sempre con questa grande freschezza ed immediatezza che è presente in ogni parola, in ogni frase di questo episodio come di tutto l'Ulisse.
Tu volevi ancora leggere un altro brano?
[00:10:21] Speaker E: Sì, potremmo leggere quello che dicevamo dove si nomina Socrate.
[00:10:27] Speaker D: Insomma, c'è qualche cosa di risolutivo poi in questo episodio.
[00:10:33] Speaker E: Ma insomma c'è anche il quasi incontro con Leopold Blum che viene in biblioteca, anche quello un momento abbastanza simbolico di questo non incontro perché lui si deve documentare Blum per il suo lavoro che è poi quello del pubblicitario e sta cercando un giornale dove c'è una pubblicità che lui in sostanza vuole copiare, insomma, un giornale di Kilkenny per prendere appunto questo spunto per la ditta che gli ha commissionato una pubblicità, una ditta di chiavi. che anche questo forse ha un aspetto un po' simbolico.
[00:11:17] Speaker C: Per cui abbiamo Stephen, abbiamo i suoi interlocutori fra cui ci sono i bibliotecari con le loro osservazioni e così via. C'è questo scrittore Russell con la sua idea che l'opera d'arte è superiore a tutte queste interpretazioni biografiche e poi c'è anche l'amico di studenti di medicina di Stephen che si chiama Buck Mulligan che è un po' il suo antagonista perché l'uomo Mentre Steven è tutto cupo, malinconico, pieno di pensieri sulla morte della madre eccetera. Buck invece è molto estroverso, gli piace molto parlare di ragazze, di donne, di sesso e così via. Sono anche dei giovani studenti con la loro lingua, per cui Buck interviene sempre
[00:12:00] Speaker D: in qualche modo demolendo le teorie di Steven.
[00:12:03] Speaker C: credendolo un po' in giro e ha un ruolo ambiguo all'interno del libro. Fra l'altro è il primo personaggio che appare nella prima riga del libro perché nella prima riga delle release entra questo Buck Mulligan sulla Torre di Dublino. Ci sono anche dei momenti profondi quando Stephen pensa al drammaturgo, al drammaturgo che crea il mondo, i personaggi che crea e forse possiamo sentire un brano in cui tocca queste corde che risuonano in ciascuno di noi.
Stephen nel suo discorso su Shakespeare per un certo momento comincia a pensare al drammaturgo, alla creazione e al viaggio dell'uomo all'interno della vita e all'interno della giornata, che poi è il tema dell'Ulysses perché
[00:12:52] Speaker D: è la storia di un uomo e
[00:12:54] Speaker C: dei suoi altri personaggi che viaggiano all'interno di un'unica giornata, ma questa unica giornata
[00:12:58] Speaker D: potrebbe anche essere tutta la vita, potrebbe essere tutta una storia.
[00:13:03] Speaker E: Allora cita Metterink che diceva... Se Socrate esce di casa, oggi troverà il Sapiente seduto sulla sua soglia.
[00:13:13] Speaker F: Se Giuda esce stasera, i suoi passi
[00:13:16] Speaker E: lo porteranno verso Giuda.
[00:13:19] Speaker F: Ogni vita ha una moltitudine di giorni,
[00:13:22] Speaker E: un giorno dopo l'altro.
[00:13:23] Speaker F: Noi camminiamo attraverso noi stessi, incontrando ladroni, spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, fratelli adulterini, ma sempre incontrando noi stessi. Il drammaturgo che ha scritto l'infolio di questo mondo e l'ha scritto male ci dette prima la luce e il sole due giorni dopo? Il signore delle cose, quale esse sono che i più romani tra i cattolici chiamano Dio Boia?
[00:13:51] Speaker E: E' senza dubbio tutto intero in noi
[00:13:53] Speaker F: tutti, palafreniere e beccaio.
E sarebbe anche ruffiano e becco, se non fosse che nell'economia del cielo, predetta da Amleto, non ci sono più matrimoni, perché l'uomo glorificato, angelo androgino, è sposa di se stesso.
[00:14:09] Speaker E: Eureka! gridò Buck Mulligan. Eureka!
[00:14:13] Speaker D: Allora qui il discorso di Stephen si
[00:14:15] Speaker C: fa complesso e alla fine Buck Mulligan
[00:14:17] Speaker D: dice Eureka, non a caso in greco perché lui ha la passione della Grecia, prendendoli in giro.
[00:14:23] Speaker E: Vorrebbe portarli in Grecia, vero?
[00:14:25] Speaker C: Sì, qui vediamo insomma anche l'intellettualismo.
[00:14:28] Speaker D: Questa è una cosa abbastanza interessante perché
[00:14:30] Speaker C: è chiaro che un personaggio come Stephen,
[00:14:33] Speaker D: che è uno studente di teologia, di musica e così via, naturalmente lettore di
[00:14:38] Speaker C: Shakespeare, fa dei discorsi complicati.
[00:14:42] Speaker D: Allora uno potrebbe dire, ma Ulysses è un romanzo troppo complicato, come si fa qui a tutta questa storia quando Socrate esce di casa? Purtroppo è una citazione da Metterlenk, ma sappiamo che è un importantissimo scrittore belga della fine del dell'Ottocento, ma la risposta a queste critiche che si potrebbero avanzare è che i discorsi complicati descrivono il carattere. Per cui come in Shakespeare, Hamlet è anche uno che arzigogola perché è uno studente che ha studiato così, Stephen fa i suoi discorsi delle volte un po' intellettualistici che non è nemmeno necessario poi interpretare e comprendere completamente tutto quello che lui dice. si comprende però che lui è uno che per esempio ha letto Metterlenck, cosa che probabilmente altri personaggi del libro come Molly Bloom non hanno sicuramente letto Metterlenck e nemmeno Bloom probabilmente. Per cui tutto è legato alla descrizione del carattere, alla creazione dei personaggi e di un'opera che interagiscono come in un testo teatrale in un'opera creando quel capolavoro corale che è l'Ulisse.
Dunque grazie ad Alberto Nocerino e arrivederci il 16 giugno con i nostri altri lettori del gruppo Genova Voci e con molti ascoltatori sicuramente.
[00:15:59] Speaker F: Grazie.
[00:16:17] Speaker B: Bloom's Day Genova è un podcast originale del Dipartimento di lingue e culture moderne dell'Università di Genova a cura di Massimo Bacigalupo.
Vi aspettiamo a Genova il 16 giugno di ogni anno.