5 - Bloomsday Genova - Il letto-Penelope

Episode 5 June 03, 2026 00:28:36
5 - Bloomsday Genova - Il letto-Penelope
Bloomsday Genova
5 - Bloomsday Genova - Il letto-Penelope

Jun 03 2026 | 00:28:36

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Show Notes

Bloomsday Genova, diretto e condotto da Massimo Bacigalupo.

Produzione Unige Radio. Le voci sono di Massimo Bacigalupo, Pietro Fabbri e Marina Guidoni. L’editing audio e il montaggio di Alberto Baschiera. Le musiche sono motivi tradizionali irlandesi. Grafiche: Settore graphic design UniGe.

Citazioni da:

James Joyce, Ulisse, traduzione di Giulio de Angelis, Milano, Mondadori 2026.

Il Bloomsday Genova è un evento del Festival Internazionale di Poesia di Genova “Parole Spalancate”, a cura di Claudio Pozzani.

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Episode Transcript

[00:00:05] Speaker A: No! [00:00:16] Speaker B: Bloomsday Genova è un podcast originale del Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell'Università di Genova a cura di Massimo Bacigalupo. Le voci sono di Massimo Bacigalupo, Serena Spazzarini, Marco Marzagalli, Maria Elisa Gallo, Alberto Nocerino, Pietro Fabri, Marina Guidoni. Il montaggio è di Alberto Baschiera. I testi sono di Massimo Bacigalupo e, naturalmente, di James Joyce. [00:00:53] Speaker A: Parliamo del Bloomsday a Genova. Il 16 giugno, tutti gli anni, si rievoca il 16 giugno 1904 a Dublino in cui si svolge l'azione dell'ulisse di James Joyce e i 18 episodi di questo straordinario romanzo vengono letti in diversi luoghi della città che in qualche modo hanno qualcosa a che fare con i luoghi originali. Il funerale si legge A Stalieno delle volte la torre si legge al Museo d'Albertis, nella torre del Museo d'Albertis, la taverna del Ciclope si legge in una taverna di via San Bernardo, tutti luoghi molto adatti che anche il pubblico scopre e si fa delle volte anche in chiesa, si va in un palazzo, si va anche in librerie. perché uno dei gruppi fedeli del Bloomsday, che partecipano a questo evento da decenni, è il gruppo di lettura Feltrinelli Teatro della Tosse, sempre diretto da Pietro Fabri, che è un membro del Teatro della Tosse, un attore storico di questo teatro così importante nella storia di Genova, nella storia teatrale di Genova. Pietro ci puoi dire cosa ha voluto dire questo avvicinamento progressivo all'Ulisse e questo vostro passare, immagino, nel corso degli anni da un episodio all'altro, per cui ormai forse quasi tutti gli episodi sono stati eletti sotto la tua direzione da questo gruppo che è composto da tuoi allievi. [00:02:32] Speaker C: Sì, è nato in realtà il gruppo di lettura Teatro della Tossa e Feltrinelli è nato proprio dopo la prima lettura del capitolo dell'Ulisse che era il ciclope che avevamo fatto da Moretti proprio in piazza San Bernardo e nacque nel 2010. Dopo quell'esperienza lì io avevo l'idea di creare un gruppo di lettura che con costanza preparasse delle letture e costantemente a fine stagione visto che la lettura il 16 giugno è proprio praticamente quando una stagione teatrale si conclude, leggiamo un capitolo dell'Ulisse e piano piano nel corso degli anni li abbiamo letti praticamente tutti, forse ce n'è rimasto uno fuori ma allora non ricordo neanche quale, però li abbiamo letti tutti adesso stiamo anche ricominciando a leggerli perché di fatto è un'esperienza che nel corso del tempo poi ripetere e sempre sarà nuova la lettura perché comunque i capitoli dell'Ulisse per un gruppo di lettura che è formato da più persone e che quindi nella coralità trova il suo sistema di espressione più forte il testo dell'Ulisse si presta molto bene sia perché ci sono tanti personaggi ma anche perché in quei capitoli in cui magari c'è il il monologo interiore di Bloom o di Steven, anche Penelope, la possibilità di avere più voci ti dà la possibilità anche di variare il ritmo del pensiero, perché di fatto il pensiero non è qualcosa di lineare ma spesso associato con le associazioni di pensiero, uno passa da un pensiero all'altro e questo cambiando la voce possiamo anche restituirlo molto bene. [00:04:17] Speaker A: Dunque voi avete seguito l'itinerario di Bloom che viaggia attraverso Dublino e poi metaforicamente Eulisse che viaggia attraverso il Mediterraneo, coprendo via via quasi tutti gli episodi. La lettura ad alta voce, come tu ci stai dicendo, in qualche modo facilita la comprensione del testo perché Passando da un lettore all'altro e cambiando il tono, si possono distinguere i pensieri dei personaggi dalla voce narrante, l'interno dall'esterno. [00:04:52] Speaker C: Allora, da un certo punto di vista la lettura di tipo corale permette anche per chi poi l'ascolti di capire meglio questi passaggi, per esempio dai personaggi che parlano al monologo di Bloom, per esempio, o dalla narrazione al monologo. Proprio perché con il cambiamento della voce noi possiamo, a volte poi dipende ogni lettura, Ogni capitolo poi viene affrontato in modo diverso anche a seconda dei lettori che abbiamo, perché non è che i lettori sono sempre gli stessi. Noi programmiamo una lettura e vediamo quali sono le persone che decidono di partecipare alla lettura e devo dire che quando si tratta di leggere L'Ulisse, per il Bloomsday c'è sempre una grande risposta perché è molto divertente nonostante che sia un testo difficile però partecipare a una lettura ad alta voce dell'Ulisse è sempre un'esperienza molto divertente perché comunque Joyce è uno scrittore molto divertente c'è molta erionia, c'è proprio e poi teatralmente funziona molto bene, ora non so spiegare meglio di così, quando dico teatralmente intendo qualcosa che ha un ritmo che dal punto di vista del ritmo teatrale funziona, ha un bello impatto. E quindi per noi una lettura corale aiuta in parte e quindi toglie quella difficoltà in più che ci può essere per un lettore che affronti il libro da solo, nella propria lettura solitaria come sempre si fa quando si legge un libro. Poi c'è anche un aspetto però visivo, che noi cerchiamo sempre in un certo modo di rispettare, che è quello di porsi, anche se sono appunti e note così, di porsi il problema del colore che ha scelto, che per Joyce era il colore di quel capitolo e quindi magari dare anche ai lettori quella tonalità lì, no? Il capitolo in cui sono tutti vestiti di bianco, in cui sono tutti rossi, eccetera eccetera. [00:06:49] Speaker A: Joyce faceva dei famosi schemi, in questo schema per ogni episodio c'è un colore, c'è un'arte, una parte del corpo, ecco una parte del corpo e io tra quegli episodi messi da voi recitati o letti c'è quello appunto dell'ospedale dove comprensibilmente sono tutti vestiti di bianco tutti i [00:07:08] Speaker C: vestiti di bianco anche dove collocare per esempio questo ora dipende chiaramente dipende anche da dove si fa una lettura ma in alcuni casi negli ultimi anni le letture sono state fatte in Luzzati Lab che è uno spazio che noi abbiamo laboratoriale che è una specie di stanzona e quindi il pubblico lo puoi mettere un po dove pensi che sia più giusto metterlo di volta in volta per cui a volte il pubblico è stato messo in centro e i lettori erano intorno, a volte invece ci siamo messi contro la parete per esempio quando abbiamo fatto l'episodio di Churchill, l'abbiamo fatto lì proprio in Luzzati Lab, c'erano i letti, c'era tutta una situazione in cui il pubblico vede come fosse un po' quasi un quasi guardoni assistono a una a una situazione in cui gli attori che poi sono lettori sono il scena. [00:07:56] Speaker A: E' l'episodio che si svolge in un bordello dove dopo abbondanti bevute questi studenti fra cui Stephen vanno in questa casa nel quartiere a luci rosse e Bloom che oramai finalmente ha incontrato Stephen perché loro non si incontrano mai nel corso della giornata fino verso la fine ha come un sentimento paterno nei confronti di questo Stephen che oramai è ubriaco ha buttato via quasi tutti i soldi che ha preso la mattina perché lui insegna a scuola e è stato pagato. E allora lo segue per vedere di evitare il peggio che infatti rischia di succedere perché lui è ubriaco, ci sono poi le prostitute, c'è poi la tenutà e tutto diventa una specie di sogno, di incubo. È un episodio straordinario e curioso che è proprio scritto da James Joyce come se fosse un copione teatrale per cui con le lunghissime didascalie per cui credo che Pietro Fabrico e il suo gruppo si sono sbizzarriti. [00:08:46] Speaker C: Sì, poi in realtà anche capitoli che possono essere un po' più letterari dal punto di vista teatrale funzionano. Funzionano quasi tutti, direi. Non mi sembra che ci sia proprio perché sono anche molto diversi l'uno dall'altro. La particolarità di questo libro è anche che i capitoli sono affrontati con stili molto differenti e questa cosa qui tutte le volte è come fare un altro spettacolo. Ecco diciamo che uno spettacolo unico dell'Ulisse è mi creerebbe molti problemi, perché dovrei sempre cambiare registro, no? E invece, di anno in anno, scegliendo un capitolo, in un certo senso è come se decidessimo che strada prendere, ma la strada l'ha già decisa lo scrittore, quindi noi dobbiamo soltanto andargli dietro. Quest'anno, per esempio, che leggeremo Le rocce, e quindi praticamente muovendoci per la città, le rocce erranti, muovendoci per la città di Dublino, pensavamo, lo faremo in Feltrinelli, di fare una lettura itinerante, in cui quindi non è che trovi nello spazio eventi, nello spazio della lettura, la lettura integrale del capitolo, ma devi percorrere tutta la strada che percorrono i personaggi del capitolo. [00:09:56] Speaker A: Sì, in questo episodio le rocce o le strade è fatto di tanti piccoli sketch dove si vedono tutti i protagonisti anche personaggi minori la segretaria che sta scrivendo appunto il figlio del morto Paddy Dicknam che sta pensando al funerale insomma Molly che è a casa il suo amante Bloom che va in una libreria a cercare un libro pornografico non pornografico ma erotico da regalare alla moglie perché lui pensa sempre a lei e così via, per cui tutte queste scenette sarà molto bello perché è chiaro che ogni scenetta può avere poi i suoi due o tre lettori. [00:10:36] Speaker C: Dobbiamo solo risolvere un piccolo problema di tipo logistico, nel senso capire se fare che contemporaneamente le persone possono muoversi come se partissero i vari singoli, oppure fare un percorso in cui si parte da un punto e si arriva in un altro. Questo però ci stiamo ancora ragionando. [00:10:54] Speaker A: Insomma è un'esperienza che arricchisce sicuramente. [00:10:57] Speaker C: Sicuramente, è un'esperienza che, ripeto, il gruppo di lettura fa sempre molto con grande entusiasmo, molto volentieri, perché è un libro che si presta a questo tipo di esperienza e la difficoltà, perché sicuramente ci sono dei libri e nel corso degli anni noi ne abbiamo affrontate di libri complessi, l'ultimo più complesso è stato L'uomo senza qualità di music che abbiamo letto da poco. Quando si affrontano libri così complessi, difficili, abbiamo fatto la lettura integrale della research di Proust molti anni fa, Le difficoltà, però poi quando il libro è anche molto molto bello e pieno di spunti, le difficoltà fanno crescere la qualità del lavoro del gruppo di lettura e la lettura di gruppo aiuta anche a comprenderlo meglio quel libro che magari in una lettura privata uno a un certo punto rinuncia perché poi il problema di certi libri è che non tutti riescono ad arrivare in fondo alla lettura di un libro. Invece questo tipo di percorso è qualcosa che in un certo senso permette anche a chi ha meno esperienza di lettura, perché anche questo fa il nostro gruppo di lettura, cioè non è che ci rivolgiamo solo a persone che sono abituati a leggere, leggono per come dire che hanno una grande preparazione nella lettura, possono essere persone comuni che abbiano voglia di fare questo tipo di esperienza e attraverso anche la cultura che possono avere altre persone, la maggior competenza nella lettura che possono avere altre persone capire meglio quello che stanno leggendo. [00:12:31] Speaker A: Questa particolarità della lettura ad altavoce e di come si pone in un modo diverso rispetto alla lettura silenziosa che pratichiamo abitualmente con un libro è particolarmente sensibile in tutto l'Ulisse ma specialmente nel famoso episodio conclusivo Penelope dove la protagonista per la prima volta appare e domina tutte queste 50 pagine dell'episodio ed è tutto scritto in un solo iloquio che lei fa nel dormiveglia e Joyce ha scritto tutto questo episodio senza punteggiatura. per cui il lettore, quando si trova davanti, deve supplire mentalmente i punti e le virgole, capire dove una frase comincia e finisce, il che non è sempre semplicissimo, anche perché lui usa molto spesso le minuscole, perché vuole un po' imitare il dormiveglia, forse anche il fatto che Molly qualche volta fa degli errori di ortografia nel senso che o pronuncia male un nome, questo viene indicato. Allora è chiaro che nel momento che sentiamo una lettura d'alta voce il problema che si pone invece davanti al lettore di decifrare il senso è già risolto perché il lettore o la lettrice, perché essendo una donna è sempre una donna che lo legge, Deve naturalmente leggerlo mettendo le pause nel punto giusto in modo che il lettore capisca. Allo stesso tempo però deve forse suggerire il fatto che c'è questa continuità per cui una cosa entra nell'altra. E adesso oggi abbiamo la possibilità di sentire un brano con queste avvertenze. [00:14:08] Speaker C: Sì, infatti, noi quando l'abbiamo fatto, questo ultimo capitolo, avevamo un gruppo abbastanza ampio di donne, erano tutte donne che si erano iscritte a quel gruppo di lettura e poi concludeva un'attrice, Sara Pesca, il pezzo finale, quindi quello era messo a memoria, diciamo, e quindi avevamo una chiusura un po' più teatrale. Di fatto, con un gruppo di lettura, col fatto che hai più voci, puoi essere tu nel momento in cui realizzi la lettura e quindi la monti a dare quelle pause e quel cambiamento di ritmo che è necessario per capire il percorso mentale che fa il personaggio. Il fatto che non ci sia la punteggiatura in realtà per certi aspetti anche lì sempre teatralmente funziona molto bene perché di fatto se noi pensiamo come il nostro pensiero va e si muove quando ragioniamo pensiamo nei dormiveglia che in parte assomiglia anche a quella situazione da sogno in cui le cose si sovrappongono la punteggiatura non farebbe altro che rendere intelligente, troppo intelligente il discorso. Quindi togliere la punteggiatura significa anche darle un ritmo che è molto più simile a quello effettivo del pensiero e anche del sogno. Abbiamo chiesto a Marina Guidoni, che è una lettrice che è arrivata nel nostro gruppo di lettura diversi anni fa, grazie proprio al Bloomsday, nel senso che è sempre stata una appassionata dell'Ulisse e di Joyce, e che avendo visto alcune letture che abbiamo fatto e proprio del capitolo dell'Ulisse si è accostata al nostro gruppo e per me poi nel corso degli anni è diventata una collaboratrice assolutamente indispensabile perché partecipa in modo attivo ai tagli dei testi e alla distribuzione eccetera eccetera e tra l'altro ha una bellissima competenza dell'Ulisse, di Joyce che io le chiedo a lei, scusa ma qui perché ha scritto così e lei ha molto più chiaro di me i motivi per cui l'autore ha scritto in un certo modo, che legge, rilegge. Ho chiesto a Marina Guidoni di leggere questo capitolo di Penelope proprio perché la sua capacità anche di comprensione del testo è tale da riuscire, non coralmente, adesso è una voce sola, a dare quel ritmo che c'è nel pensiero. [00:16:35] Speaker A: Penelope è un episodio, l'episodio conclusivo dell'Ulisse, tutto dedicato a Molly Bloom e a leggerlo integralmente occorrerebbero credo almeno due ore. Nel Bloomsday abbiamo di solito un'ora a disposizione per cui come curatore io scelgo tre o quattro brani di due o tre pagine l'uno di solito quello iniziale ovviamente quello finale che è molto famoso e poi due all'interno all'interno dell'episodio che descrivono qualche perché lei parla cosa fa in questo episodio lei sta mezza dormentata sono le ore picco sono le due di mattina o qualcosa e lei pensa agli uomini della sua vita ma soprattutto pensa a Bloom naturalmente, a che cosa avrà fatto nel corso della giornata e al giovane Steven Dedalus di cui Bloom le ha parlato e che lei spera di conoscere perché le piacciono i ragazzi, i giovani. Lei mi pare 34 anni e Steven forse 23, 24. Poi Steven è molto colto, è un poeta, è un musicista e lei essendo una cantante ha bisogno di qualcuno che le insegni fra l'altro la pronuncia dell'italiano perché spesso canta delle cose in italiano. Allora Marina Guidoni leggerà solo l'inizio, proprio le primissime pagine, in cui lei subito incomincia a pensare al marito, lo chiama lui, e al fatto che tornato a casa nelle ore piccole di questa notte fra il 16 e il 17 giugno del 1904, lei dice che da allora in poi, che la mattina dopo sarà lei a preparargli la colazione, innovando perché nel Nel 16 giugno, la mattina precedente, è stato lui, il marito servizievole. Invece lui, essendo Ulisse che adesso è tornato a casa, ha ripreso in mano la gestione della famiglia, impartisce quest'ordine. Lei si stupisce un po' ironicamente di questa richiesta perché è abituata a starsene tranquilla a letto col buon Bloom che di sotto sferraglia in cucina per prepararle da mangiare. e il soliloquio comincia con questa sua parola famosa, sì, credo James Joyce ci sia una delle parole più deboli della lingua, più straordinarie, e infatti sarà anche l'ultima parola dell'episodio del romanzo. Dunque diamo la voce a Molly Bloom e a Marina Guidoni. [00:18:54] Speaker B: Sì, perché prima non ha mai fatto una cosa del genere, chiedere la colazione a letto con due uova. Da quando eravamo al City Harms Hotel, quando faceva finta di star male, con la voce da sofferente, e faceva il pasha per rendersi interessante con Mrs. Riordan, vecchia befana. E lui credeva ad essere nelle sue grazie, e lei non ci lasciò un baiocco. Tutte messe per sé e per l'anima sua, spilorcia maledetta. Aveva paura di tirar fuori quattro soldi per lo spirito da ardere. Mi raccontava di tutti i suoi mali. Aveva la mania di far sempre i soliti discorsi di politica, e i terremoti, e la fine del mondo. Divertiamoci prima, Dio ci scampi e liberi tutti. Se tutte le donne fossero come lei, a sputare fuoco contro i costumi da bagno e le scollature che nessuno avrebbe voluto vedere addosso a lei, si capisce. Dico che è rapia perché nessun uomo si è mai voltato a guardarla. Spero di non diventare come lei. Miracolo che non voleva ci si coprisse la faccia, ma certo era una donna colta e quelle buggerate su Mr. Jordan qua e Mr. Jordan là, io dico che è stato felice di levarsela di torno. E il suo cane che mi odorava la pelliccia e cercava di infilarmi si strale sottane, specialmente quando Eppure questo mi piace in lui, così gentile con le vecchie e i camerieri, e anche i poveri. Non è orgoglioso di nulla, proprio. Ma non sempre. Se mai gli capita qualcosa di grave è meglio che vadano all'ospedale, dove tutto è pulito. Ma io dico mi ci vorrebbe un mese per cacciarglielo in testa, sì. E poi ci sarebbe subito un'infermiera tra i piedi e lui ci metterebbe le radici finché non lo buttan fuori. O una monaca, forse. Come quella di quella fotografia schifosa che ha che è una monaca come lo sono io. [00:20:56] Speaker A: Sì, sì, lei dice sempre sì. Si vede da questo inizio di nuovo il tema della materialità che è così importante, della fisicità e anche due tipi di donna. Lei pensa a questa sua conoscente, Mrs. Riordan, che era una così bacchetta donna che criticava i facili costumi, i vestiti troppo attillati delle ragazze, i terremoti e le malattie, invece lei in fondo è un altro tipo di donna, una donna che è piena di... si gode i piaceri della vita che ha nella sua fisicità, per cui Joyce mette a confronto questi due mondi e in qualche modo ci fa vedere subito questa positività perché tutto lo lì si infonda una celebrazione di questa positività della capacità di vivere di godere dei piaceri della vita nonostante tutte le cose spiacevoli con cui uno si trova a confrontarsi e qui anche subito vengono fuori altre cose di nuovo senza nessuna pausa lei passa a pensare a lui, cioè sempre al marito perché lei dice sempre solo a lui perché tutti gli uomini si confondono e questa frase molto significativa questo mi piace in lui così gentile con le vecchie e i camerieri e anche i poveri non è orgoglioso e per cui questa è la descrizione di nuovo di un tipo di uomo un tipo di uomo che è cortese, che è gentile, che non è superficiale, che capisce le altre persone e capisce le donne. Per cui è anche significativo che lei Penelope, la Penelope infedele, però pensa subito al marito e alle cose positive. Poi però subito dice se si ammalano meglio che vadano all'ospedale. Sentiamo un altro brano, un breve altro brano di questa prima pagina scelta da Marina Guidoni. [00:22:56] Speaker B: Sì, ha fatto qualcosa in qualche posto, me ne accorgo dall'appetito. Comunque non è amore, se no non mangerebbe per pensare a lei, così. O è stata una di quelle nottambule, se è davvero, laggiù che è stato. E quella storia dell'albergo ha inventato un sacco di bugie per nascondere i suoi maneggi. È stato Heinz a trattenermi che ho incontrato. Ah sì, ho incontrato, te lo ricordi, Menton. E che altri, guardiamo un po', quella faccia da bambinone. L'ho visto, e lui che non era sposato da molto, a fare il pollo con una ragazzina al meglio rama di pool e gli ho voltato le spalle quando lui se le ha esvignata con l'aria colpevole. Poco male, ma ha avuto la faccia tosta di farmi la corte una volta. Ben gli sta, poca irresistibile e occhi sporgenti di tutti gli imbecilli che ho trovato, e lo chiama un procuratore. C'è che io non posso soffrire i battibecchi a letto. Se non è questo, magari è qualche puttanella o roba simile raccattata vattella a pesca dove o pescata di nascosto. Se lo conoscessero come lo conosco io. Sì, perché avantieri scriveva, scribacchiava qualcosa, una lettera, quando capitai nella stanza sul davanti per i fiammiferi per fargli vedere la morte di Dignman. nel giornale, come se me l'avesse detto l'uccellino, e lui la coprì con la carta suga facendo finta di pensare al lavoro, e probabilmente era questo, a qualcuna che si crede di aver trovato l'America con lui, perché tutti gli uomini diventano così alla sua età, specialmente sui 40 come lui. in modo da pappargli quanti più soldi possibile. Non c'è peggior sciocco di un vecchio rimbambito. E poi, il solito bacio sul sedere, tutto per nascondere. Non me ne importa un fico secco con chi lo fa, o chi aveva conosciuto prima in quel modo, però mi piacerebbe saper qualcosa, purché non ce li abbia tutti e due sotto il naso tutto il tempo. [00:25:08] Speaker A: In questo finale, Molly rimugina su quello che Bloom ha fatto nel corso della giornata passata. Infatti Bloom, tornando a casa, quando è andato finalmente a letto, le ha fatto un resoconto sommario delle cose che gli sono accadute. Il funerale, l'incontro con Steven, la scenata nel bordello, le persone che ha incontrato. Ma Molly è convinta che Bloom ha anche avuto un incontro erotico su cui ha tacciuto. Il lettore sa che in effetti, come Ulisse, anche Bloom ha trovato una giovane nausica sulla sua strada e questa nausica gli ha concesso qualche soddisfazione vicaria in un episodio che leggiamo verso le 18, alle 18 nel corso del Bloomsday. Poi c'è anche un altro episodio che è quello della lettera amorosa che Bloom riceve da una sua corrispondente che non conosce e a cui risponde. Anche questo amore non è sfuggito, ogni tanto quasi di nascosto, sorrettiziamente Bloom scrive delle lettere. e tutti i fatti che i lettori sanno e che dunque ritrovano in queste ultime pagine. Infatti tutti i fili del grande libro si incrociano in questo soliloquio finale di Molly Bloom. Delle volte il soliloquio di Molly viene rappresentato a teatro a sé stante, decontestualizzato, però in questo modo perde gran parte del suo significato, perché il suo significato sta nel fatto di vedere come lei capisce tutte le cose, tutti i personaggi che già si sono visti, e specialmente anche il suo rapporto con Stephen Dedalus, di cui Bloom le ha parlato e a cui lei pensa come un suo possibile amante, un poeta che scriverà su di lei. È bello dunque sentire e leggere questo grandioso soliloquio alla fine della giornata faticosa ed entusiasmante del Bloomsday e accompagnare la magnifica Molly verso la rivelazione finale, la celebrazione della vita, addirittura il sublime, trovato nel destino più comune e grandioso. Grazie dunque a Pietro Fabri per aver raccontato l'esperienza della lettura corale del Bloomsday e a Marina Guidoni per aver dato voce ai pensieri risentiti di Molli, che tollera tutto salvo la presunzione. In fondo Molli predilige il suo Bloom, personaggio del resto fra i più amabili e umani della letteratura. Bloom's [00:28:15] Speaker B: Day Genova è un podcast originale del Dipartimento di lingue e culture moderne dell'Università di Genova a cura di Massimo Bacigalupo. Vi aspettiamo a Genova il 16 giugno di ogni anno.

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